Il solito De Laurentiis: i soldi vengono prima della squadra

Pubblicato il 11 ottobre 2017 alle 10:01 da Liberato Ferrara
de laurentiis milik napoli
Il solito De Laurentiis: i soldi vengono prima della squadra pubblicato il: 2017-10-11 da Liberato Ferrara

Era nella logica delle cose: dopo gli ozi californiani, De Laurentiis una volta tornato in Italia ha sentito il fisiologico bisogno di parlare, di far sentire la sua voce. E’ stato un crescendo. In meno di una settimana ha fatto più interviste di quante fatte da Ferlaino in 33 anni di presidenza del Napoli. In questo momento il Napoli, primo in classifica, candidato a lottare per lo scudetto, di tutto avrebbe avuto bisogno tranne che di certe cose.
Diciamo la verità: nessuno si era illuso che una volta tornato a casa De Laurentiis stesse zitto. Purtroppo quando apre la bocca non sai mai cosa aspettarti. A volte dice cose che non stanno ne’ in terra ne’ in cielo. A volte dice cose anche giuste, ma ha il grande dono di dirle sempre al momento e nel modo meno opportuno. Altre volte dice semplicemente cazzate, come fece al Bernabeu.
Speriamo che sia finita la buriana, che abbia esaurito la sua necessità di tirar fuori parole per leggere titoli sul giornale. Il bilancio di questa settimana di parole è ancora accettabile.
Alcune cose le ha dette, ma ormai nessuno gli presta la minima attenzione. Lui stesso le dice non solo sapendo che non sono vere, ma avendo anche la certezza (non è stupido) che nessuno gli crederà mai. Come nel caso dello stadio. Ha tirato fuori ancora una volta lo stadio da 25 mila posti. E dire che quest’anno, quando non ha sbagliato la politica dei prezzi, non ha mai fatto meno di 45mila spettatori. Ci ha aggiunto una chicca: facciamo, lo fa lui (sic!!!) lo stadio salotto, poi però ha il San Paolo si riserva per le rare volte in cui serve avere una capienza maggiore. Non ha specificato se lo stadio in cui giocare di volta in volta lo decide un mese prima, o aspetta il giorno della partita, per vedere quanti biglietti sono stati venduti. Ma è inutile che parliamo dello stadio, tanto non ci credono neanche gli “aurelioti” più convinti.
Ha parlato di Sarri, dicendo quelle parole che i tifosi non volevano sentire: io vorrei tenerlo per 10 anni, ma se volesse andar via ce ne faremmo una ragione. Purtroppo ha detto la verità: in virtù di un contratto folle, il Napoli non può trattenere il suo allenatore. Certo ai tifosi avrebbe fatto più piacere sentire che si farà di tutto per trattenerlo. Ma figuratevi se De Laurentiis poteva mai dire una cosa del genere. Ha solo messo le basi per un altro tradimento. Per altro ha anche aggiunte che se il Padreterno gli darà la salute (glielo auguriamo di cuore, ovviamente) possiamo essere certi che nei prossimi anni noi tifosi del Napoli ci divertiremo. Perché è il lui il top player, non i giocatori, non Sarri…
Ha parlato di Ghoulam, come se Ghoulam non avesse lui il coltello dalla parte del manico. Oggi è il giocatore che detta le condizioni, ingaggio e clausola le decide lui, altrimenti arrivederci e grazie, se ne va a parametro zero…
Tutto sommato parole che si poteva evitare, ma che non mettono e non tolgono. Il problema sono le parole di ieri all’uscita dall’assemblea di lega. De Laurentiis è sostanzialmente solo contro tutti. Non entriamo nel merito delle sue parole. Non lo facciamo anche perché non abbiamo la possibilità di verificare le sue affermazioni. Se non era convinto dell’azione di Infront sui diritti per l’estero aveva il diritto di battersi per far valere le proprie ragioni. Ma una volta che si è in minoranza il discorso dovrebbe finire. Invece no, un fiume in piena, accusa sfuse e a pacchetti a tutto il mondo del calcio. Non il massimo per farti delle amicizie. E per vincere il campionato, soprattutto quando non hai la squadra più forte, devi cercare l’amicizia di tutti. Invece no. Per De Laurentiis i soldi (perché di questo di parlava) vengono sempre prima di tutto. E chi se ne fotte che in questo modo si mette in difficoltà la squadra. Tanto male che vada, quest’anno il quarto posto non è in discussione…

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