Dal Bernabeu al Bentegodi: il cammino sempre più difficile

Pubblicato il 18 febbraio 2017 alle 19:06 da Sergio Curcio
Dal Bernabeu al Bentegodi: il cammino sempre più difficile pubblicato il: 2017-02-18 da Sergio Curcio

Dal Bernabeu al Bentegodi, il coefficiente di difficoltà per il Napoli é diventato, paradossalmente, ancora più alto ed insidioso. L’imperativo é vincere per cancellare la sconfitta di Madrid arrivata dopo 17 partite utili consecutive, ma saprà, il Napoli, sconfitto in campo dal Real e “mazziato” a parole da ADL, giocare con animo tranquillo e…cazzimma per rimettere al presidente le velenose e violente dichiarazioni rilasciate nel ventre dello stadio madrileno?
Il Chievo di Rolando Maran, praticamente salvo con i suoi 32 punti avendo ben 18 punti in più sul Palermo terzultimo, forte di questa acquisita tranquillità può giocare la gara ideale con la forza dei nervi distesi per ottenere un risultato di assoluto prestigio. Squadra anzianotta il Chievo, forse la più vecchia della serie A, ma questo è anche sinonimo di buona esperienza e discreta qualià, doti alle quali il bravo Maran ha aggiunto una buona organizzazione di gioco che non prevede barricate ad oltranza davanti la porta difesa dall’ancora reattivo Sorrentino. Il 4-3-1-2 è modulo collaudato nel quale spiccano soprattutto le capacità tecniche e di dinamismo dei centrocampisti clivensi. Castro, Radovanovic, Hetemaj, Birsa ma anche Rigoni, Izco e l’ex De Guzman sono il perno e l’anima del gioco di un collettivo che ha buone individualità sia in difesa che in attacco dove Meggiorini ed Inglese dovrebbero essere i titolari stante l’indisponibilità di Pellissier. Possibile, da parte di Maran, scelte più prudenti, con l’aggiunta di un centrocampista al posto di una delle punte, per dare maggiore copertura alla sua difesa e mettere pressione al Napoli soprattutto a centrocampo, ma toccherà al Napoli ed a Sarri saper far valere la maggiore caratura tecnica sia nei singoli che nel collettivo. Dopo Madrid, Verona non è certo la trasferta più agevole, sia sotto il profilo tecnico che sotto quello ambientale,ma dovranno essere bravi gli azzurri a rimuovere in fretta delusioni ed amarezze del Bernabeu e ritrovare energie e forza mentale per arrivare alle 14 gare utili consecutive in campionato che costituirebbero il nuovo record della squadra in A.
Farà un turn over ampio Sarri o preferirà confermare per almeno nove undicesimi la formazione che comunque non ha sfigurato a Madrid? Riteniamo che almeno tre sostituzioni, forse quattro, potrebbero esserci, con un possibile impiego dal primo minuto per Pavoletti, Allan e Jorginho. C’è bisogno di grinta e determinazione per vincere a Verona e Sarri, nelle scelte che farà, non può e non deve sentirsi condizionato dalle parole del presidente, magari ritornando sui suoi passi rispetto a quanto aveva già previsto per la trasferta veneta.
A mio sommesso avviso, la migliore garanzia per il tecnico toscano sono la solidità e la coesione del gruppo che anche a Madrid ha dimostrato, come i tifosi al seguito, di essere ben più maturo del suo vulcanico presidente… Potendo contare su queste certezze Sarri può e deve fare con calma le scelte migliori per disputare una partita in grado di cancellare le scorie velenose e le tossine della partita di Champions e ripartire in campionato col piede giusto. Un ulteriore esame di maturità per la squadra, che, se contro il Real Madrid avrà l’opportunità di altri 90′ di gioco per sperare di sovvertire il pronostico, in campionato non ha più margini di errori se vuole puntare alla qualificazione Champions diretta. Coraggio, dunque…E per il momento “Vamos” a matar i ciuchi veronesi, in attesa di sbranare l’ aquila spagnola e la zebra “traditrice”…

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestEmail this to someone








Lascia un commento