Aurelio De Laurentiis sarà il prossimo allenatore del Napoli

Pubblicato il 17 febbraio 2017 alle 10:52 da Mariano De Rose
Aurelio De Laurentiis sarà il prossimo allenatore del Napoli pubblicato il: 2017-02-17 da Mariano De Rose

Ormai è pronto. Dopo aver smesso i panni del cineproduttore per dedicarsi anima e corpo al Napoli, indiscutibilmente la creatura prediletta, Aurelio De Laurentiis è pronto ad un ulteriore passo in avanti, perché si sa: chi si ferma è perduto e la monotonia logora l’esistenza.

Non sappiamo se si tratta di un’ispirazione alla letteratura di Bukowski con il suo Factotum, o una presa alla lettera delle parole dell’allora ministro Elsa Fornero che anni addietro dispregiava il posto fisso in favore di una ben più stimolante mobilità occupazionale. Non è nemmeno da escludere che l’ascendente che Berlusconi ha su De Laurentiis abbia spinto quest’ultimo a seguire le orme del suo mentore “imprenditorialcalcistico” e a fare quello che spesso e volentieri ha portato allo scoppio di guerre fredde fra il presidente del Milan i suoi vari tecnici di turno.

Insomma avete capito: Aurelio De Laurentiis nuovo allenatore del Napoli. Dario Romaniello, in un suo editoriale su Per Sempre Napoli, parlava di una presunta invidia di fondo del presidente nei confronti del proprio tecnico che spingerebbe don Aurelio a mettere pubblicamente in imbarazzo Sarri per il solo gusto di non vedere delegittimata la propria autorità di unico e solo comandante del veliero azzurro.

Ma noi qui andiamo oltre. Noi qui ci chiediamo: ma siamo sicuri che De Laurentiis non voglia davvero mettersi la tuta? Pensateci, oltre che per la recente familiarità palesata nei confronti di questa “linea a quattro”, tirata in ballo ogni cinque-sei parole in tutte le analisi calcistiche che il presidente fa, lui stesso ha rivelato tutta la sua conoscenza pallonara svelando in una recente intervista di essere stato l’artefice principale del cambio di modulo del Napoli di epoca sarriana. Quel 4-3-1-2 non andava bene per la rosa azzurra e De Laurentiis, da fine conoscitore di schemi qual è, lo aveva capito subito, e dopo innumerevoli sforzi è riuscito a farlo comprendere anche al suo allenatore, convinto, non senza riserve, a lanciare una volta e per tutte questo benedetto tridente.

Non è riuscito a convincerlo però su Aubameyang. De Laurentiis ci aveva provato a far capire a Sarri che la punta del Dortumund sarebbe stato l’attaccante giusto per il Napoli, ma quello Sarri, oh, da qua gli entra e da qua gli esce certe volte. E dire che sarebbero stati pronti i minimo 70 milioni per il cartellino e chissà quanti per l’ingaggio del gabonese, però da Castelvolturno è arrivato un secco “no” e fino a prova contraria Aurelio De Laurentiis è uno che rispetta ancora il lavoro degli altri e le loro decisioni.

Mercoledì però si è raggiunto il limite, e De Laurentiis l’ha capito. Per quanto spesso abbia dovuto reprimere le proprie velleità tecniche, dopo lo spettacolo indecoroso del Bernabeu, qualcuno doveva pur sottolineare pubblicamente le mancanze di Sarri nella gestione del capitale umano a lui fornito. Non si accettano sperimentazioni alla vigilia di un match così importante come Real Madrid-Napoli. Che siano fatte invece in campionato, dove non conta perdere una partita ogni tanto se contestualmente, in quella partita, riesce a venire fuori la vera plusvalenza….pardon, la vera qualità, di un giocatore ad oggi poco utilizzato come Rog. E poi dove sta la cazzimma? Un allenatore come lui aspira a diventare, tutto imposterebbe sull’intensità e sulla cattiveria agonistica, meno sulla qualità del possesso palla e su altri concetti ameni come “il bel gioco”.

Insomma signori, se ancora non lo avete capito, il presidente del Napoli è pronto al grande passo. Dalla scrivania alla panchina, un po’ come Maurizio Sarri, la grande scoperta di Aurelio De Laurentiis. Lui, Sarri, ha avuto tanti meriti. Uno su tutti quello  di inventare Mertens falso nueve nel momento in cui Milik è stato costretto ai box. Ma Mertens si sa, non è nato per giocare in quella posizione dell’attacco. Il centravanti è ruolo assai serio, roba da rapaci del momento, da cannibali della situazione invisibilmente propizia. E poi non dimentichiamolo, per giocare al centro dell’attacco ci vuole una certa struttura, un fisico alla ADL per intenderci.

Come dite? Prossimo obiettivo diventare il nuovo numero 9 del Napoli? Non mettiamo limiti alla divina provvidenza, del resto, dopo quasi 13 anni di presidenza, Aurelio De Lauentiis non ha ancora smesso di stupirci.








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