Pavarese: vi racconto una favola “vera”

Pubblicato il 5 ottobre 2015 alle 9:50 da Liberato Ferrara
Pavarese: vi racconto una favola “vera” pubblicato il: 2015-10-05 da Liberato Ferrara

di Gigi Pavarese

Voglio raccontarvi una storia.
La storia di un uomo. Uno come tanti, ma con la passione del calcio.
No! Fermatavi! Forse so già cosa state pensando.
Non ha passato i migliori anni della sua vita, quelli della giovinezza a giocare al calcio, no!
Gli anni migliori della sua vita, il protagonista della nostra storia, li ha spesi come un uomo normale, a formarsi per diventare un bancario affidabile ed a trovare l’amore della sua vita per costruire una bella famiglia.
Sembra la storia di uno come tanti, o no? Infatti lo è. Ma forse normale non è nessun essere umano che non sa rinunciare ad una passione talmente grande da non poterla accantonare del tutto.
E’ MAURIZIO il nome del protagonista, un uomo oggi di mezza età, che in primis è stato ed è padre di famiglia, umile lavoratore con quella passione che non sa mettere da parte. Fare l’allenatore di calcio, insegnare tecnica e tattica di questo sport e riuscire nella creazione di quella magia che sta nel far ragionare tante teste diverse allo stesso modo, a portare a giocare e divertirsi insieme, con l’ambizione di prevalere sull’avversario attraverso il collettivo, perchè il “noi” viene prima dell’ “io”, undici come si fosse in uno, ricordate?
Qual’è la magia di questa storia?, vi starete chiedendo. Risposta presto data.
Che il calcio è una metafora della vita! Non molli, credi in te stesso, ti senti e ti vedi umiliato e incompreso, ma se hai una passione non hai logica, quindi prosegui anche se questo amore è un’arma a doppio taglio. Ti distrugge e ti logora, ma tutti i giorni hai l’obbligo di vivere da uomo concreto.
MAURIZIO oggi allena il Napoli, va a San Siro contro il Milan, vince quattro a zero e la sua squadra sembra un’orchestra, tutti perfettamente seguono lo spartito.
Ma quanta fatica ci è voluta!
Oggi è il San Paolo, San Siro, ma in principio sono stati i campionati di Promozione, di Eccellenza, la Lega Pro, poi la Serie B, la Serie A, oggi il Napoli.
Passione e ripetizione con tante orchestre diverse. Quello spartito ne ha subite di correzioni. Ma oggi, dopo tutto questo vissuto, è la rappresentazione sublime della forma più alta e pura del calcio giocata da squadra. MAURIZIO è il miglior direttore d’orchestra d’Italia, oggi tutti lo incensano, analizzano che a San Siro la partita l’ha vinta lui, perchè il Milan giocando con due punte ed un trequartista nel primo pressing non riusciva mai ad arrivare sulla ricerca alternata dei terzini aperti ed alti in ampiezza mediana, o ancora, perchè MONTOLIVO, mediano basso, è stato sempre soffocato dalle mezzali azzurre e non ha mai potuto impostare il gioco liberamente. Potremmo star qui a parlare di INSIGNE che incanta, fa fare gol, segna lui e difende, di GONZALO sorridente che gioca a tutto campo, sembra quasi la copia del miglior TOTTI, centravanti totale. Ma la fotografia di questo Napoli milanese, è ALLAN, mezzala moderna, non si ferma mai, aggredisce alto, aiuta JORGINHO nella marcatura di BONAVENTURA, poi costruisce rifinisce e fa gol.
“Luci a San Siro, di quella sera, che c’è di strano, eravamo tutti là”…. cantano i calciatori del Napoli, dirige il MAESTRO MAURIZIO SARRI, un uomo normale, con una passione che lo rende speciale,soprattutto perchè nonostante tutti gli schiaffi presi, non l’ha mai mollata.
Il calcio come la vita. Insisti e persisti e raggiungi e conquisti.
Non fermarti Napoli ! Sei esempio e speranza di vita, prima che di calcio.

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