Pavarese: la (stra)vittoria del Napoli di Sarri

Pubblicato il 28 settembre 2015 alle 11:35 da Liberato Ferrara
Pavarese: la (stra)vittoria del Napoli di Sarri pubblicato il: 2015-09-28 da Liberato Ferrara

di Gigi Pavarese

Che Napoli sia terra di musica e di straordinari artisti che da sempre la portano in giro per il mondo, non può esserci dubbio, ma per una volta, lasciamo nel cuore dove sempre saranno i tanti artisti napoletani che ci hanno emozionato e continuano ad incantarci con le loro poesie, per affidarci, concedendoci pure il lusso, di prendere in prestito e modificare dei versi “nordici”, che meravigliosamente, sembrano vestire le emozioni partenopee di sabato sera: il NAPOLI, infatti, ritrova il suo stadio, la sua gente, Fuorigrotta torna a ribollire di passione ed a far tremare i palazzi del quartiere.

Gode Napoli e canta insieme, che finalmente le luci al “San Paolo” si sccendono di azzurro cuore “e che c’è di strano se eravamo tutti là”, prorpio come suggerirebbe il prof. Vecchioni.
Qualcosa di strano invece c’è, perchè questo NAPOLI, aldilà di tutte le disquisizioni tattiche, non aveva ancora raggiunto l’obiettivo più importante; far tornare la sua gente a casa, mostrargli che la strada intrapresa è quella giusta, che di questo NAPOLI ci si può fidare e se lo si fa senza pregiudizi e con un pò di pazienza, si corre il rischio di vincere e divertirsi, quasi arrivando a mortificare l’avversario, non uno dei tanti, ma, nel caso di sabato sera, il nemico storico, la JUVENTUS. La partita aveva grandi significati, in parte storici, di tradizione, ed in parte legati all’attualità, a due squadre alla ricerca della propria identità.
Dopo novanta minuti intensi il responso del campo è chiaro: stravince il NAPOLI, stravince soprattutto SARRI su ALLEGRI.
Perchè SARRI su ALLEGRI?
Perchè il 4-3-3 sviluppato dagli azzurri, almeno per un’ora, tatticamente ha rasentato la perfezione: JUVENTUS soffocata, con gli azzurri capaci di alternare un pressing ultraoffensivo che fa risultare HERNANES un fantasma e che crea imbarazzo a CHIELLINI e BONUCCI costretti a costruire gioco in prima persona, ad un pressing più basso, più attendistico, di cpertura della prorpia metà campo, che grazie alla straordinaria disponibilità di CALLEJON ed INSIGNE ed un pò meno di MAERTENS, impedisce alla JUVE di liberare in trequarti soprattutto DYBALA, ieri apparso tra l’altro positivamente ispirato. Il NAPOLI sceglie che partita fare, mostra maturità, equilibrio tattico e capacità di controllo.
I bianconeri trotterellano, muovono palla lentamente, nella loro idea ci sarebbe quella di oscurare JORGINHO con il lavoro sporco di PEREYRA e di attaccare GHOULAM e HYJSAY con le coppie esterne formate da LEMINA e PADOIN a destra e EVRA e POGBA a sinistra. Ma il NAPOLI difende con la disponibilità ed il sacrificio di tutti e questa JUVE lenta, che quasi sembra lei per prima non credere in se stessa, tranne rari acuti, non fa paura. Il NAPOLI torna in versione BRUGGE e LAZIO, muove la palla alla velocità di un flipper e quando libera in trequarti, alle spalle del malcapitato HERNANES, HIGUAIN e INSIGNE, con combinazioni strette e veloci con i movimenti ad allungare di CALLEJON, tramortisce la banda di ALLEGRI. Se poi ci aggiungiamo che la linea difensiva del NAPOLI, prende sempre più fiducia ed è sempre più capace di scappare ed accorciare mantenendo la squadra corta e stretta senza distrarsi,allora accendiamo le luci ai nostri sogni: ritroviamoci tutti ad ammirare questo NAPOLI che , senza offesa per alcuno, ha in GONZALO HUGUAIN, il centravanti moderno più forte al mondo! E’ libidine pura…….

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