Giù la maschera!

Pubblicato il 14 novembre 2017 alle 15:20 da Redazione
Giù la maschera! pubblicato il: 2017-11-14 da Redazione

Ieri sera l’Italia e tutto il popolo italiano sono stati protagonisti di una disfatta storica. L’apocalisse calcistica che in molti preannunciavano in caso di mancata qualificazione al Mondiale di Russia 2018, purtroppo è diventata realtà. Anche se in questi 90 minuti gli azzurri hanno dato il 100% ciò non è bastato ad evitare questa pagina nera che resterà nella storia del nostro movimento calcistico. Non accadeva da 60 anni, dal 1958. Con la fine di questa partita è finita un’epoca, molti pilastri chiuderanno probabilmente la loro esperienza con la nazionale, primo tra tutti Buffon, che dopo le delusioni in Champions assapora un’altra amara sconfitta. Tutto questo è solo la punta dell’iceberg. Sembra più facile a dirsi che a farsi ma bisogna assolutamente ripartire da qui. Dai giovani che spesso vengono “trascurati” dai propri club di appartenenza, vedendosi relegati in panchina per far giocare calciatori stranieri. Bisogna dare spazio ai giovani talenti nostrani per farli crescere e non farli marcire in panchina. Da oggi il sistema calcistico italiano va ricostruito da zero. Le colpe sono un po’ di tutti non si salva nessuno, ma un personaggio in particolare è stato molto deludente: Giampiero Ventura. Un allenatore che si ostina a far giocare con il contagocce un certo Insigne, il miglior talento italiano del momento, che avrebbe sicuramente meritato più spazio, e non certamente in un ruolo non suo, con un modulo che non è concepibile né in cielo e né in terra come il 4-2-4 o con un disastroso 3-5-2 altrettanto sbilanciato in attacco. Ma soprattutto un Jorginho, meritevole più di altri di raccogliere l’eredità di Pirlo, altro che Verratti. Soltanto oggi il regista del Napoli ha potuto finalmente dire la sua, quando forse però era troppo tardi. Nel post partita diversi giocatori ci hanno messo la faccia. Anche Ventura ha parlato, ma da lui qualche ingenuo si era aspettato le dimissioni in diretta. Gesto che avrebbe rivalutato l’uomo e non solo il professionista. Adesso l’Italia si trova ad un bivio: declino o rinascita? Ai posteri l’ardua sentenza. Ma una cosa è certa, a volte per darsi la spinta bisogna toccare il fondo. Germania docet. Forza Italia!

Carmine Galano

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