L’affare Grassi lo specchio di un presidente calcolatore e senza cuore

Pubblicato il 30 agosto 2016 alle 22:21 da Antonio Mangione
ADL de laurentiis
L’affare Grassi lo specchio di un presidente calcolatore e senza cuore pubblicato il: 2016-08-31 da Antonio Mangione

Spesso mi criticano perché sono troppo duro con Adl, che fatti alla mano ci ha “ha preso dalla merda” e portati ai vertici del calcio italiano.
Forse è vero, ma ci sono certe operazioni, certi comportamenti che davvero non sopporto. L’ acquisto di Grassi è uno di questi. E non per il valore in sé del giocatore, che soprattutto per sfortuna non abbiamo mai praticamente visto a Napoli, ma per tempi e modalità. Grassi è stato acquistato a gennaio quando il Napoli era primo in classifica, la squadra entusiasmava per il bel gioco, la piazza aveva il morale era alle stelle. Bastava poco per continuare ad alimentare quella fiammella fino alla fine, ed invece il patron decise di portare a Napoli un giovane di belle speranze (e molto sfortunato) ed un anonimo Regini. Quel Napoli arrivò sfiancato alla decisiva sfida di Torino contro la juve. Ricordo ancora Allan boccheggiare nel secondo tempo e Sarri guardarsi in panchina e vedere il vuoto. Pareggiare quantomeno quella partita e restare in testa avrebbe forse cambiato il volto del campionato o forse no. Molto probabilmente la Juventus avrebbe vinto lo stesso perché era la più forte, ma avrebbe sudato molto di più ed i tifosi del Napoli sognato per più tempo. Ed invece a gennaio, ancora una volta, De Laurentiis ragionò da mero calcolatore mettendo da parte il cuore. E non ditemi che l’acquisto di calciatori di spessore o quantomeno più pronti ed utili di Grassi e Regini avrebbe messo in pericolo le finanze del Napoli perché è una grossa bugia. È soprattutto per questo motivo che non sopporto De Laurentiis, o almeno la sua parte fredda e calcolatrice. Lo stesso motivo per cui, nonostante il Napoli sia stabilmente ai vertici del calcio italiano, si respira paradossalmente uno strano clima di contestazione e sfiducia intorno alla società, non certo alla squadra, mai oggetto di contestazione. Napoli è una città passionale, i tifosi hanno bisogno di qualcuno che metta il cuore più che i soldi. Per questo non dico “Cacc e sord” perché quelli li ha cacciati ma “Cacc o cor”

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