La forza di Aurelio sono i tifosi provinciali ed incoerenti

Pubblicato il 23 agosto 2016 alle 15:57 da Antonio Mangione
de laurentiis aurelio
La forza di Aurelio sono i tifosi provinciali ed incoerenti pubblicato il: 2016-08-31 da Antonio Mangione

 

La prima giornata di campionato ha dato conferma di una cosa: fino a quando i tifosi del Napoli, o almeno una parte di essi, continueranno ad essere così provinciali ed incoerenti, Aurelio De Laurentiis continuerà a fare i propri comodi. Se il precampionato era stato anticipato dalle offese ad Higuain, diventato nel giro di poche settimane da bomber che ha frantumato ogni record a giocatore obeso e pacco rifilato alla Juve, e dai complimenti a Gabbiadini, nel dopo partita di Pescara-Napoli il dato che è emerso è esattamente l’opposto. Il Pipita, come ha titolato Tuttosport, è grasso che cola per i bianconeri. E’ riuscito a segnare al suo esordio con la nuova maglia alla prima di campionato, cosa che non aveva mai fatto nei tre anni a Napoli. Gabbiadini, invece, incensato da tutti come il bomber del futuro, soprattutto dopo i gol a raffica in precampionato, è diventato all’improvviso di nuovo un giocatore inutile per la causa sarriana, visto che mal si adatterebbe al sistema di gioco del mister azzurro. Se fosse così sarebbe davvero assurdo, anche perché Sarri, anche grazie alla mancata convocazione di Manolo per gli Europei, ha avuto tutto il tempo per insegnargli tutti quei movimenti che esige da una punta. Quella di Manolo a Pescara è stata sicuramente una pessima prestazione, ma questo non significa che deve diventare il capro espiatorio. Né sono d’accordo con chi vorrebbe che venga ceduto, soprattutto se il sostituto si chiama Zaza. Manolo è un patrimonio del Napoli, ma da lui non bisogna aspettarsi le giocate di Higuain. Come da Valdifiori non bisogna aspettarsi i passaggi di Iniesta e da Ghoulam i cross di Alex Sandro.

IL CASO INSIGNE – Altro patrimonio del Napoli è insigne, il quale ora non può essere considerato inferiore a Mertens solo perché il belga ha fatto due gol ed è più in forma. Addirittura secondo alcuni tifosi il Napoli da farebbe bene a non rinnovare con il folletto di Frattamaggiore ed a venderlo perché tanto abbiamo Mertens. Assurdo, veramente assurdo. Altra questione è quella riguardante gli arbitri. Gli errori di Pescara non devono cancellare gli errori del primo tempo, figli anche della confusione della società in fase di mercato e sulla questione rinnovi (vedi casi Albiol, Koulibaly, Insigne, Valdifiori, Gabbiadini).

BICCHIERE MEZZO PIENO – D’altro canto non si deve vedere il bicchiere solo mezzo vuoto. Il Napoli, nonostante tutto, è riuscito a rimettere in corsa la partita e quasi a vincerla. Cosa che non seppe fare l’anno scorso alla prima col Sassuolo. Gli azzurri devono sapere mettersi alle spalle la figura del Pipita e prendere consapevolezza della propria forza. La società, dal canto suo, cambi il modo di comunicare. Tutti questi silenzi imposti servono solo a peggiorare il clima che si respira intorno alla squadra. La colpa è anche di parte di giornalisti, che sembrano più impegnati a fare mille domande sull’addio del Pipita che a chiarire i nodi irrisolti dal punto di vista tecnico-tattico. Emblematica è stata l’intervista a fine partita al capitano Marek Hamsik, bersagliato di domande sulla partenza del Pipita, ma nessuno gli ha chiesto sul perché avesse chiesto il cambio a Sarri a metà del secondo tempo. Quasi come se non interessasse sapere se avesse avuto un problema fisico e di che entità. Ad avvantaggiarsi dell’aurea mediocritas dei tifosi del Napoli, è solo il presidente De Laurentiis, pronto a premiare con un bel rinnovo l’avvio spumeggiante di Mertens. Con clausola annessa, ovvio.

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