Forse la margherita resta intatta…

Pubblicato il 19 maggio 2017 alle 14:34 da Liberato Ferrara
de laurentiis sarri
Forse la margherita resta intatta… pubblicato il: 2017-05-19 da Liberato Ferrara

La margherita, un prato verde (tutto torna). Chissà, forse (finalmente) Dela ha deciso di non dire “m’ama non m’ama”, come un perfetto innamorato vintage farebbe alla sua donna. Forse ha capito che il Napoli va “amato fino in fondo” e se non potrà portarlo all’altare, beh almeno lo porti allo scudetto. Questo traspare dalle ultime ore tra ansiosi (tifosi) e invidiosi (stampa e concorrenza) ovvero, lasciare quasi intatta una squadra bella, unita, da surrogare con quei ritocchi definitivi che la lancerebbero non più (solo) regina di numeri e statistiche, ma a lottare fino in fondo (in fondo) verso quel titolo che manca ormai da troppi anni.
HA CAPITO forse che arricchire le casse è bene ma arricchire i cuori dei tifosi è più nobile, CAPITO che le milanesi saranno ancora per un po’ nell’oblìo. CAPITO che la Roma si sta arrogando del titolo di anti-juve senza averne ne la stoffa, ne i numeri, ne l’ambiente, ne il bel gioco (continuo?) del Napoli. CAPITO che la Juve ha “rotto” di arrogarsi di scudetti in serie macchiati con chiazze spudoratamente volute dal Potere e dalla sudditanza. CAPITO che, questo Napoli forgiato da Sarri è troppo bello per stare alla Festa solo attorno al Buffet mentre gli altri vengono invitati al ritiro della Pergamena. CAPITO che nonostante uno Stadio vetusto, (con la pista di atletica inutile quanto convincere Vasco a scrivere una canzonetta per Gigione), la squadra continua a dare spettacolo di tattica e gioco, come fosse nei tecnologici impianti europei. CAPITO che è brutto, deleterio, devastante mentalmente arrivare a far paura al Real Madrid a casa sua (quel palo maledetto) e sentir dire nei salotti TV che il Napoli non è pronto per le grandi sfide. (Apro parentesi), come se la “stampicchia” locale (nessun erba un fascio) di oggi fosse abituata a scrivere di vittorie di altre squadre campane. Dela insomma ha CAPITO che la stampa “nemica” si intestardisce a criticare (eufemismo) appena i ragazzi hanno una pausa anziché picchiare sodo sui cambi di allenatori che avvengono in Padania, picchiare su favori arbitrali, o processi in essere, stanco di leggere che la squadra ormai è già “smontata”, che il film è finito lasciando l’ultimo ciack di soddisfazioni ai soloni della penna. Ecco per questo ed altro credo che Aurelio(forse) si sia stufato, forse ha deciso ad entrare nella Storia come primo presidente azzurro a vincere senza il calciatore più forte della Storia del calcio. C’è un unico denominatore UNICO Signori che accomuna l’eventuale impresa, che sia Bianchi, sia Bigon (prima degli scudetti e coppe) e speriamo oggi Sarri, a “tituli” non facevano invidia manco a Oronzo Canà!

Giuseppe Giannotti

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