L’ultima follia di Auremel Brooks, ossia Adl e le “scarpe di zio Pasqualino”

Pubblicato il 17 febbraio 2017 alle 17:32 da Liberato Ferrara
de laurentiis napoli
L’ultima follia di Auremel Brooks, ossia Adl e le “scarpe di zio Pasqualino” pubblicato il: 2017-02-17 da Liberato Ferrara

“Non oserei mai criticare le scelte del mio allenatore”. Ha detto proprio così De Laurentiis, un secondo prima di “chiavare” una mazzata tra capo e collo proprio all’allenatore. A me ha ricordato Nennillo che dice “Io non ero proprio il tipo che mi vendevo le scarpe dello zio Pasqualino”.

Chissà, forse a De Laurentiis rodevano i 25 milioni di Maksimovic, i 18 di Pavoletti, per non parlare dei 10 di Tonelli e altrettanti per Grassi. Di Gabbiadini, poi, forse imputa a qualcuno il deprezzamento, perché si aspettava una plusvalenza ben diversa.

Come quei commercianti che se un anno guadagnano due milioni invece di tre, dicono che ci hanno rimesso un milione. “D’altronde i milioni sono di lui, ne può fare quello che vuole” dice la contessa (quella che era un po’ duretta), cognata del Principe di Casadòr, abituato ad usare “cheque così!”.

E visto che siamo in tema di citazioni di grandi napoletani, ve lo ricordate Massimo Troisi che denigra Lello Arena agli occhi di San Gennaro? “Nun ten genio ‘e faticà…beve…vatt ‘a mugliera…”. Ecco, a sentire quel monologo in cui parla pure di giocatori “nulli” mi è sembrato di assistere a quella scena.

E poi parla di cazzimma? Ma lo sa, lui che è un misto di burino-torrese, il vero significato della cazzimma? Un cazzimmoso mai avrebbe pronunciato quelle frasi autodistruttive. Forse potrà farsi un’idea precisa del significato di cazzimma, quando dovrà avere a che fare con i procuratori di Insigne al momento del rinnovo del contratto: “A lu friere sint l’addore”. Se prima chiedevano 5 milioni….

Già durante il ritiro di Dimaro il dilettantismo della SSCN ha mostrato tutti i suo limiti. “Nu vai-e-vvien” incredibile di procuratori e giocatori, quando invece c’era bisogno della massima tranquillità. Adesso ha cominciato, forse a giusta ragione, il procuratore di Allan. Poi sarà la volta del procuratore di Mertens. Sperando che non si “scetino” i rappresentanti di Pavoletti e Maksimovic.

Per non parlare delle risposte già arrivate a De Laurentiis di Reina e Mertens: “Dove stavano quelli che parlano adesso quando vincevamo?”. Purtroppo “se so’ rotte ‘e giarretelle”. E la colpa si sa di chi è. Di questo passo arriveremo a livello delle scuole calcio, dove i genitori pensano che i propri figli siano tutti dei potenziali campioni e che meritano sempre di giocare. In attacco, naturalmente, perché se vedono il loro pargolo schierato in difesa, lo considerano un affronto. “O mistèr nun capisce nient”, è la frase più ricorrente intorno alle reti di recinzione dei campetti.

Mai mi sarei immaginato di sentire praticamente la stessa cosa negli spogliatoi del Santiago Barnabeu.. E qual è la genialità? Il silenzio stampa! “Ropp arrubbat ha mis ‘e port ‘e fierr”. A questo punto al tifoso è rimasta una sola speranza: una moglie avrebbe il dovere di intervenire. C’è già stato un clamoroso precedente, quando un’altra moglie, anche più celebre, scisse addirittura a Repubblica: “Aiutatelo, mio marito è malato: ha bisogno di aiuto!”. Dove non arriva più l’umana comprensione, non bisogna necessariamente affidarsi alla Divina Provvidenza. Basta un buon medico.

Pasquale di Fenzo

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