Bocche cucite a Castelvolturno, ahi ahi ahi… Vi spieghiamo perché il silenzio stampa è pericoloso

Pubblicato il 17 febbraio 2017 alle 17:58 da Vincenzo Famiglietti
Bocche cucite a Castelvolturno, ahi ahi ahi… Vi spieghiamo perché il silenzio stampa è pericoloso pubblicato il: 2017-02-17 da Vincenzo Famiglietti

De Laurentiis vive di eccessi, la saggezza dice che spesso la scelta migliore sia sempre a metà strada fra i due opposti, magari fra il non parlare a vanvera né il restare restare a lungo senza proferir parola.  Ma per lui non vale questa virtù, difatti poche ore fa ha ordinato il silenzio stampa per squadra e dirigenti azzurri, bocche cucite a tempo indeterminato. C’è da scommettere che durerà qualche mese. Era già accaduto in passato, un cinepanettone già visto nelle passate stagioni. Silenzio, silenzio, a un certo punto del campionato De Laurentiis decide in prima persona, senza magari consultarsi col responsabile della comunicazione Nicola Lombardo,  che i suoi tesserati possono comunicare solo con le alzate di sopracciglia e gli sguardi.  Riaccade, fra il livore degli organi di informazione, soprattutto delle pay per view che onorano contratti a peso d’oro per mandare in onda i sospiri dei tesserati. Ma i silenzi stampa, spesso, e in tanti non se ne rendono conto, sono nocivi per l’ambiente di squadra e società. Controproducenti. Possono avere effetto boomerang. Se oggi e domani alla vigilia della trasferta di Verona, i taccuini e le telecamere fossero stati allietati anche da frasi fatte e proclami di imminente riscossa, i giornalisti avrebbero solo raccolto dichiarazioni prospettiche sulla sfida del Bentegodi e magari, lo stesso Sarri o qualche calciatore, avrebbero distolto l’attenzione dalla notizia del giorno, cioé di mercoledì sera: la miccia innescata dalla crisi di nervi del presidente del Napoli, infuriato con il tecnico e per la sconfitta e per le scelte di formazione. E dai fantasmi di un temuto contraccolpo psicologico in campionato. Le conferenze stampa, quindi, servono anche a richiamare l’attenzione su fatti meno imbarazzanti e ad alleggerire le pressioni. Oggi e domani invece si parlerà ancora molto della batosta col Real e dello sfogo di Adl. Che ha perso ancora una volta una buona occasione per far parlare della prossima partita e non degli eventi negativi prodotti dai suoi eccessi.

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