CHIARIELLO E L’EX ARBITRO MARELLI DISSIPANO I DUBBI SU FIORENTINA-JUVE

Nel corso di Campania Sport, Umberto Chiariello ha tenuto un lungo collegamento telefonico con Luca Marelli, ex arbitro, analista nel settore arbitrale, per chiarire ad ampio raggio gli episodi che, nel corso di Fiorentina-Juventus, hanno sollevato numerose polemiche per il rigore non concesso ai viola. Questi i chiarimenti dati da Marelli:
“Episodio molto complesso con almeno tre fattispecie in un solo episodio che rendono molto difficile l’analisi e molto raro quanto accaduto, soprattutto in uno spazio di tempo molto ridotto.
Partiamo dal fallo di mano di Chiellini: Guida,arbitro di campo, dà il rigore correttamente per aumento di volume del corpo causato dal braccio. Quando un difensore salta con le braccia alte verso il pallone si assume il rischio  di trasformare un contrasto di mano in fallo di mano. Guida, quindi, dà giustamente il rigore. Fabbri al Var va a vedere se è giusta l’interpretazione di Guida, analizza il fallo di mano e va sul fuorigioco, quindi verifica anche il contrasto tra Simeone e Alex Sandro. Benassi è certamente in fuorigioco all’atto del contrasto tra Simeone e Alex Sandro.
C’è però la complicanza, ovvero, dopo il tocco di palla da parte di Simeone nel contrasto con Alex Sandro, lo stesso juventino tocca la palla due volte. Però il fatto che Sandro tocchi due volte la palla non è elemento per interrompere il fuorigioco. Non è valida la tesi secondo cui avendo toccato due volte si tratti di tocco volontario.
Il concetto di base è considerare il tocco di Sandro una giocata(deliberate play) oppure una deviazione (deflection). Nel caso di giocata  il tocco andrebbe a stanare il fuorigioco. In questo caso Alex Sandro non è nel perfetto controllo del proprio corpo, non è in equilibrio ma è in caduta, perciò non è una giocata deliberata, ma si tratta del caso della direttiva UEFA inquadrato come giocata non intenzionale. Altra leggenda da sfatare: è stato detto che non era intenzione di Simeone servire Benassi, ma voleva deviarla verso il centro dell’area. Non centra nulla con il fuorigioco, in quanto esso non si basa sulla volontà del giocatore ma sulla direzione del pallone ed in questo caso il pallone è diretto ad un giocatore in fuorigioco. Quindi non vale il tocco o doppio tocco di Alex Sandro, da inquadrare come deviazione e non giocata, e vale il tocco di Simeone verso Benassi che è in fuorigioco.
Simeone commette certamente fallo. Può esserci fallo pur toccando palla, ma in questo caso non si è arrivati proprio alla valutazione del fallo perchè a ritroso si arriva al fuorigioco, che sussiste per il tocco ininfluente di Sandro.
E’ stato però sollevato un errore procedurale: quando dal Var dicono all’arbitro di campo che c’è fuorigioco, Guida non va a vedere le immagini e Fabbri non informa Guida dell’avvenuto contatto. Fabbri non ha detto a Guida di controllare le immagini del contatto e Guida non ha preso l’iniziativa di farlo. Qui un errore c’è stato ma la decisione finale resta corretta.  Da un punto di vista disciplinare ci sono cartelllini non estratti, soprattutto verso giocatori della Juve, ma parlerei di errori e non di sudditanza. A fine partita l’ammonizione per fallo su Simeone era automatica, non c’era da discutere. Nel testa a testa tra Higuain e Milenkovic, entrambi i giocatori andavano ammoniti per comportamento antisportivo. Lichtsteiner non meritava rosso diretto, il giallo è giusto per un comportamento certamente fastidioso ed antisportivo ma non continuativo”.

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