L’occasione giusta per cambiare un sistema calcio incancrenito

Pubblicato il 14 novembre 2017 alle 18:47 da Liberato Ferrara
ventura e buffon
L’occasione giusta per cambiare un sistema calcio incancrenito pubblicato il: 2017-11-14 da Liberato Ferrara

Il giorno dopo la inopinata eliminazione dai Mondiali, urge rispondere ad un quesito. Ovvero, se la mancata qualificazione a Russia 2018 deve essere considerata una opportunità per tutto il <>. Oppure rimarrà lettera morta. L’ennesimo sforzo di un “sistema” incancrenito, nel quale la pochezza tecnico-tattica degli interpreti in mezzo al campo è stata null’altro che lo specchio fedele di limiti politici ed organizzativi. In quest’ottica, il tentativo di utilizzare Giampiero Ventura come capro espiatorio, sul quale scaricare tutte le colpe, non fa altro che fornire un facile alibi. Innanzitutto ad un gruppo dirigente. Inadatto ad assumersi non solo le responsabilità di una sconfitta sportiva così eclatante. Ma impermeabile a qualsiasi progetto di rinnovamento, che sia capace di spodestare alcuni dalle poltrone cui sono ancorati da decenni. E sottrarre ad altri i privilegi di natura (quasi) feudale, acquisiti in anni di colpevole silenzio in seno ai vertici del calcio italiano. Tanto a livello Federale, quanto dal punto di vista delle organizzazioni “di categoria”. Con l’omertosa e acquiescente complicità delle varie Leghe.
È indubbio che le responsabilità di Ventura siano sotto gli occhi di tutti. Ed espongono al pubblico ludibrio l’uomo, prima ancora che l’allenatore. Della sua inadeguatezza tecnica, purtroppo, il Commissario Tecnico ne ha dato più volte dimostrazione. Dapprima, scegliendo un sistema di gioco inadatto alle caratteristiche dei giocatori a sua disposizione. Nonché lontano dalle consuetudini tattiche offerte dal campionato, in cui – fatta eccezione per la Juventus – la fanno da padroni la difesa a quattro ed il tridente offensivo. Poi mortificando, con un ruolo di semplice comprimario, uno dei pochissimi talenti in rosa (Insigne). Affidandosi, invece, a qualche sovradimensionato di troppo. Verratti, per esempio, è un ottimo centrocampista. Ma prima di essere equiparato ad un fuoriclasse del centrocampo come Pirlo, ne deve fare ancora di strada. Non a caso, contro la Svezia, l’esordiente Jorginho, lì nel mezzo, ha palesato qualità da metodista – basso, davanti alla difesa – di ben altra categoria. Inspiegabile, dunque, l’ostracismo nei confronti del “brasiliano” del Napoli. Con l’aggravante che Verratti nel PSG viene utilizzato come mezz’ala, a causa della mancanza di fisicità contro avversari di un certo tipo e della tendenza a perdere palloni sanguinosi in una zona troppo vicina alla propria area di rigore. Infine, quello che davvero ha spaventato, è la mancanza di personalità con la quale Ventura ha affrontato il ruolo di C.T.: ostaggio dei “senatori”. Ospite, prima ancora che padrone di casa, a Coverciano
Tuttavia, anche il futuro più immediato presenta un mucchio di incognite, piuttosto che granitiche certezze. Fantasiosa l’ipotesi del clamoroso ritorno di Conte. Improbabile Allegri. Improponibile la pista Ancelotti, abituato a standard economici ed a livelli organizzativi assai distanti dagli attuali parametri federali. All’orizzonte, quindi, nessuna scelta clamorosa. Gattopardescamente, invece, non deve essere esclusa una opzione interna, che ipotizzi la promozione dalla Under 21 di Gigi Di Biagio. Almeno come traghettatore, per le amichevoli di giugno, in cui le squadre non qualificate fanno da sparring-partner per le finaliste ammesse al Mondiale. Una scelta coerente con l’indole del terzetto che comanda in seno alla FIGC (Tavecchio – Uva – Ulivieri): bisogna che tutto cambi, perché possa restare tutto sostanzialmente uguale a prima!!!
Una cosa è certa: chiunque sia il prossimo C.T. della Nazionale, avrà comunque un compito oneroso. Per questioni anagrafiche, andranno via molti giocatori della vecchia guardia. Scontato il pensionamento di Buffon e De Rossi. Probabile quello di Barzagli e Candreva. In dubbio, il ruolo di Chiellini e Bonucci. Il successore di Ventura dovrà fare le sue scelte tra un mucchio di “giocatorini” sopravvalutati e presunti top player, che soltanto venti anni fa avrebbero visto non solo la maglia Azzurra come una mera chimera. Ma la stessa serie A come un sogno difficilmente raggiungibile…

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