Pastore, l’ultimo soldato giapponese che non si arrende

Pubblicato il 10 giugno 2017 alle 9:31 da Liberato Ferrara
Pastore, l’ultimo soldato giapponese che non si arrende pubblicato il: 2017-06-10 da Liberato Ferrara

Il personaggio è questo: non si arrende mai. Anche quando sarebbe il caso di staccare la spina, evitare un accanimento terapeutico che serve solo a prolungare l’agonia. Anche se, in età ancora giovane, ci sarebbe il tempo di dedicarsi semmai ad altro, chiudere col passato che ha dato grandi soddisfazioni ma che adesso, per colpa esclusivamente sua, è finito per sempre. Il personaggio è Enzo Pastore.
E’ di ieri la notizia che rischia la radiazione dalla Figc, per una serie impressionante di illeciti sportivi perpetrati, oltre 1200. Il tutto per aver permesso, quando era presidente del Comitato Regionale Campano, una serie impressionante di falsi tesseramenti. Alla Procura Federale sono sicuri: agli atti risulterebbero prove inequivocabili di un sistema che per tutta evidenza non era stato messo insieme per aiutare questa o quella squadra. Semplicemente era stato posto in essere un sistema tale che da un certo punto di vista non danneggiava nessuno, visto che lo utilizzavano quasi tutti. Il problema è che si trattava di un sistema assolutamente illegale dal punto di vista sportivo.
Un sistema che aveva un solo evidente beneficiario, lo stesso Enzo Pastore. Non ci interessa se lo faceva per motivi economici, ossia se prendeva mazzette, o semplicemente solo per motivi politici, per accrescere il suo consenso tra le società. La cosa dal punto di vista della Giustizia Sportiva non ha alcun valore.
Il problema di Pastore, che in questo modo fa del male solo a se stesso, sia ben chiaro, è che non ha nessuna intenzione di arrendersi dinanzi all’evidenza. Ancora in queste settimane sta facendo riunioni con le società per provare a dimostrare che è vittima di un complotto. Sia ben chiaro: non ha più alcun seguito. L’ultima assemblea elettiva, quella di dicembre, ha detto che il suo consenso è sceso al 10%. Prima era del 100%. E più passano le settimane ed i mesi, più aumentano gli anni di squalifica, più cresce il potere di quelli che una volta erano suoi rivali e che adesso non lo prendono più neanche in considerazione, più il suo presento consenso è destinato a diminuire.
Per altro le società che partecipano a riunioni con Pastore sono in linea teorica a rischio deferimento, in quando parlano con persone squalificate. Rischio teorico, perché non c’è alcuna intenzione, giustamente, di penalizzare dirigenti che hanno la sola colpa di ignorare quello che sta accadendo.
Adesso il rischio addirittura della radiazione per la “facezia” di 1200 illeciti sportivi.
Per il bene dello stesso Pastore, che indubbiamente dei meriti in passato ha avuto, sarebbe il caso che chi gli è ancora vicino lo convincesse a smetterla (impresa quasi impossibile). Il calcio per lui è un capitolo chiuso. Prima lo capisce (se mai lo capirà) meglio sarà per lui.

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